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lunedì 21 febbraio 2011

Che fine ha fatto il compenso di Roberto Benigni?



Si continua ancora a parlare del compenso percepito da Roberto Benigni per la sua partecipazione alla serata del Festival di Sanremo dedicata all'Unità di Italia. Gira voce che l'attore/regista toscano abbia devoluto 250mila euro all'Ospedale Meyer di Firenze. Una voce che in molti danno per vera, ma che finora nessuno ha ancora confermato ufficialmente. E perché mai qualcuno dovrebbe farlo?

Eppure questa indiscrezione continua a diffondersi in tutti i social network, viene presa come una verità inoppugnabile. E allora io mi chiedo: ma anche se il Premio Oscar italiano si fosse tenuto il bel gruzzoletto tutto per sé, la sua performance sarebbe stata meno apprezzabile? Sembra quasi che, soprattutto "a sinistra", la presunta beneficenza sia un modo per mondare Benigni del suo unico "peccato": la ricchezza o il fatto che alla sua capacità di acchiappare il pubblico corrisponda una cachet a cinque zeri.

Come a dire: "Ha preso un sacco di soldi, ma li ha dati via per una buona causa. Bravo, bis!". Io dico "bravo e bis" e chissene della fine che hanno fatto tutti quei soldi. Se li è pappati tutti lui? E allora? È stato pagato per spiegare agli italiani l'inno nazionale di Mameli, il pubblico ha risposto bene (vedi boom d'ascolti) e la Rai ha raccolto milioni in introiti pubblicitari.

Per quale motivo, ogni qualvolta Benigni compare in televisione, si finisce subito a parlare del suo compenso? Era già successo per "Parla con me" e alla fine, in un modo o nell'altro, ci andò a titolo gratuito. Gli amici di Berlusconi sono sempre bravissimi a sottolineare gli elevati compensi percepiti da personaggi che, come Benigni, sono riconducibili a sinistra perché sanno che da quelle parti si pensa ancora alla ricchezza come una colpa. E il popolo di sinistra ogni volta ci casca.

venerdì 18 febbraio 2011

Il cavaliere bianco

Interessante curiosità di Claudio Cerasa a proposito del compagno equino che ieri sera ha accompagnato Roberto Benigni sul palco di Sanremo.
Mi sembra originale che nessuno, mi pare, si sia accorto che l’ultima volta che Benigni si è fatto riprendere su un cavallo bianco è stato durante un film che si chiama la Vita è bella e in cui Benigni, per sfidare gli invitati a quel cenacolo composto prevalentemente da nazisti, per l’appunto, entrava a salvare la sua bella con il suo famoso cavallo bianco. Così, giusto per ricordare.